Breve Storia della Città

Tutta la storia precedente alla fondazione di Leontinoi nell’VIII secolo A.C., è avvolta nella leggenda.
Si narra che i primi abitanti dei campi Leontini furono i Lestrigoni, dei giganti antropofagi dediti alla pastorizia, che uccisero, infilzandoli con enormi spiedi gli uomini della flotta di Ulisse. Nei secoli successivi i Lestrigoni, evolvendosi, diventarono Sicani ed oltre alla pastorizia si dedicarono anche all’agricoltura, introdotta dalla dea Demetra, che aveva sposato Sicano, il re dei Lestrigoni, e dalla cui unione nacque Persefone, rapita dal dio Ade nei pressi del Lago Biviere.
Leontinoi fu una delle città più antiche della Sicilia, il suo toponimo è legato al leone, simbolo della città fin dall’antichità, la cui immagine è raffigurata nelle monete che qui erano coniate. La città fondata dai Greci nel corso del 700 a.C. e, nei secoli successivi, divenne una delle più ricche comunità siciliane.
Patria del grande sofista Gorgia, padre della retorica, fu decantata da Aristotele come città “tanto abbondante e feconda di pascoli e bestiame” e da Cicerone per la cospicua produzione di frumento che una volta seminato “moltiplicava in cento doppi”.
Ridotta poi sul finire dell’epoca romana in misera civitas tornò in auge in età medievale. Proprio in quest’epoca venne eretto, per volere di Federico II di Svevia, come simbolo della magnificenza imperiale, il Castello, denominato oggi Castellaccio, sito sulle sommità del Tirone che il geografo arabo Edrisi descriveva come “forte ed inespugnabile rocca”. È a Lentini che Federico II conosce Riccardo, che divenne il suo praepositus aedificiorum, ovvero supervisore delle fabbriche regie, essenzialmente dei castelli che in quel periodo venivano realizzati da Federico.
Ed è sempre a Lentini che Federico conosce Jacopo, poeta e notaio, uno dei principali esponenti della Scuola poetica siciliana, l’inventore del sonetto, che Dante chiamerà il "Notaro" per antonomasia nella sua Divina Commedia, Canto XXIV del Purgatorio.
Nel 1223 Lentini fu scelta come sede per le riunioni del Primo Parlamento Siciliano che si tenevano il primo giorno di maggio e di novembre di ogni anno. Ma nel frattempo i lentinesi si ribellarono contro Messina che seda la rivolta e mette la città sotto controllo militare. Nel 1250, morto Federico II, il Papa intervenne nelle vicende siciliane e durante questo dominio Lentini, come altre città siciliane, si proclamò comune dichiarando la propria autonomia nei confronti degli Svevi (1254). Ma anche questa volta la libertà durò poco e dopo una serie di avvenimenti tornarono gli Svevi. Gli Svevi questa volta ebbero breve permanenza e, dopo la battaglia di Sciacca, Lentini passò in mano ai francesi. Durante il periodo francese Lentini venne attraversata da un periodo di carestia ma riuscì comunque a ribellarsi e il 5 aprile 1282 insorge e si riprende la sua libertà. Dopo gli Angioini fu la volta degli Aragonesi.
Le lotte continuarono e Lentini si alternava fra periodi di libertà e di assedio, di benessere e di carestia.
Dopo il terremoto del 1542, che rase al suolo la città di Lentini, fu fondata la nuova città fortificata di Carlentini, dove avrebbero dovuto trasferirsi in massa i lentinesi, i quali però, nonostante i privilegi che sarebbero stati loro concessi, non vollero abbandonare la propria città, tornando così a riedificare più a valle rispetto al sito originario.
Il tremendo terremoto del 1693, uno degli eventi catastrofici di maggiori dimensioni che ha colpito il territorio italiano, durante il quale oltre 45 centri abitati furono distrutti, con effetti pari o superiori al nono grado della Scala Mercalli, che interessò una superficie di circa 5600 kmq e causò un numero complessivo di circa 60mila vittime, tale evento sismico distrusse completamente Lentini.
La sua ricostruzione durò molti anni e comportò ingenti spese.
I primi moti carbonari trovano terreno fertile a Lentini, dove la rivolta di Palermo susciterà grande entusiasmo. Lentini si unisce al movimento il primo febbraio e il 20 maggio insorge. Il 21 ottobre vota per l’annessione al Piemonte da qui in poi ci sarà per la città solo benessere che sarà messo in discussione solo durante la prima guerra mondiale. Con l’avvento del fascismo i problemi non trovano soluzione e Lentini attraversa una nuova crisi. Nonostante ci sia stata una ripresa Lentini oggi soffre molto l’emigrazione pur restando un’interessantissima città e porta dei Iblei, patrimonio dell’Unesco.